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Il ginkgo biloba per la cura dell’acufene: funziona?

L’acufene è una condizione molto più comune di quel che si pensi: è stato stimato che sia presente nel 10-16% della popolazione mondiale, assumendo un andamento severo e disturbante nell’1-2% dei soggetti affetti.

Pawel Jastreboff (ideatore del modello neurofisiologico dell’acufene su cui si basa la Tinnitus retrtaining therapy TRT), ha descritto l’acufene come il risultato di un’elaborazione anomala del segnale elettrico che viene generato a livello uditivo. Tale anomala elaborazione (che potrebbe essere la conseguenza di una desincronizzazione di scarica delle fibre del nervo cocleare, o dell’iperattività delle cellule ciliate cocleari o ancora di un danno permanente a carico di queste strutture cellulari o anche la presenza di fattori extrauditivi che si manifestano con il sintomo acufene) può in alcuni casi generare un “feedback tossico”, per cui il fastidio creato dall’acufene fa sì che l’individuo si concentri sempre più sul rumore, che a sua volta esacerba il fastidio portando allo sviluppo un “circolo vizioso” da cui diventa sempre più difficile uscire.

Proprio la genesi multifattoriale e il meccanismo di automantenimento del disturbo (non ancora del tutto conosciuti) rendono notevolmente difficoltoso il processo di definizione di uno specifico piano terapeutico capace di alleviare le sofferenze e spegnere definitivamente tale sintomo.

A oggi, nonostante siano state attuate numerose tecniche terapeutiche (tra cui l’uso di farmaci corticosteroidei, farmaci vasodilatatori, antidepressivi, sedute di agopuntura e metodi di rilassamento) non esiste uno standard terapeutico specifico per l’acufene ma la terapia deve essere adattata caso per caso.

In tale contesto è molto popolare l’utilizzo di integratori alimentari a base di vitamine, minerali, piante medicinali e antiossidanti che agiscono a livello dei piccoli vasi sanguigni e del metabolismo cellulare nella speranza che possano portare ad una riduzione del fastidio causato dall’acufene. Tra queste sostanze particolarmente diffuso è il gingko biloba, presente in moltissimi dei preparati ad oggi usati in caso di acufene.

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Cos’è il gingko biloba?

Il ginkgo biloba è una delle piante più antiche al mondo e gli estratti delle sue foglie sono utilizzati a scopo medicinale da più di 5000 anni in Cina.

A esso sono attribuite numerose proprietà in virtù delle quali il suo uso è stato ampliato all’acufene:

  1. Ha un effetto vasoregolatore: favorisce un aumento del flusso sanguigno ai vari tessuti dell’organismo;
  2. Antagonizza l’aggregazione piastrinica: è dunque un antiaggregante naturale;
  3. prevenzione del danno cellulare da radicali liberi: il Ginkgo Biloba favorisce l’eliminazione dei radicali liberi prodotti dal metabolismo cellulare limitandone dunque i danni.

Di contro gli effetti indesiderati associati all’assunzione di tale sostanza sono in genere blandi, limitati a lievi disturbi gastrointestinali, mentre gli effetti gravi sono stati descritti solo in alcuni casi in cui l’assunzione del ginkgo biloba era contemporanea a farmaci anticoagulanti.

Cosa dice la ricerca scientifica

In letteratura sono numerosi gli studi condotti sul reale effetto del ginkgo biloba sull’acufene.

Il più grande studio (condotto dal Dr. Drew e pubblicato sul British Medical Journal nel 2001 [1])  ha confrontato i risultati ottenuti dalla terapia con ginkgo biloba con i risultati ottenuti dopo somministrazione di un placebo in pazienti affetti da acufene. Tale studio non ha mostrato una differenza significativa tra i due gruppi (dei pazienti trattati con ginkgo biloba, il 13,6% ha riportato un miglioramento del proprio acufene, rispetto al 12,4% dei pazienti trattati con placebo).

Uno studio effettuato nel 2004 (pubblicato dal Clinical Otology e diretto da Rejali D. [2]) ha valutato le eventuali differenze nel risultato del THI (Tinnitus Handicap Inventory) dai pazienti trattati con ginkgo biloba e i pazienti trattati con placebo. Il THI è un questionario sottoposto ai pazienti per valutare il grado di disturbo che l’acufene provoca. Anche in questo caso non è stata una differenza tale da permettere di definire efficace il trattamento con tale sostanza. La percentuale di pazienti che soggettivamente ha riportato un miglioramento è stata del 13% nel gruppo di controllo e dell’8,3% nel gruppo trattato con Ginkgo Biloba.

Gli effetti del gingko biloba sull’acufene

Sulla base dei dati disponibili, si può concludere che l’uso di vitamine, minerali, antiossidanti e medicinali a base di erbe (tra cui anche il ginkgo biloba) nella terapia dell’acufene manca di un valido supporto scientifico e che queste sostanze non hanno una comprovata efficacia clinica.

Si potrebbe anche dedurre che l’uso di queste sostanze nella terapia dell’acufene può essere addirittura pericoloso per il paziente a causa di effetti collaterali, sotto forma di tossicità intrinseca, e spreco di denaro nel perseguire un trattamento inefficace.

Gli integratori alimentari, gli antiossidanti e i medicinali erboristici, infatti, condividono il peculiare status di essere sostanze biologicamente attive comunemente percepite dal pubblico come ”non-farmaci”, e quindi erroneamente considerate innocue.

Purtroppo c’è motivo di essere preoccupati per i potenziali effetti avversi di alcune di queste sostanze, soprattutto perché questi “non farmaci” sono generalmente auto prescritti, assunti senza controllo medico, non segnalati durante il consulto medico e spesso assunti in combinazione con altri farmaci. Quest’ultimo aspetto è di particolare importanza se si considera che ci sono prove evidenti che alcuni prodotti erboristici possono interagire con i farmaci da prescrizione in modi diversi e attraverso diversi meccanismi modificano il loro profilo clinico e/o tossicologico.

Il profilo farmacologico del ginkgo biloba è particolarmente complesso. Ha azione antiedemigena (che previene la formazione di edemi), antipossica e di contrasto all’azione dei radicali liberi. Inoltre migliora il flusso sanguigno a livello del microcircolo e dei piccoli vasi, anche attraverso un aumento della fluidificazione del sangue. Partendo dalla considerazione che una causa di acufene potrebbe essere un ridotto afflusso sanguigno all’orecchio interno tale sostanza potrebbe giovare al miglioramento dello stato di salute.

Tuttavia i risultati ottenuti dai diversi studi clinici non consentono di valutare la terapia con Ginkgo Biloba efficace nella cura dell’acufene.


Note:

[1] S Drew, E Davies, Effectiveness of Ginkgo biloba in treating tinnitus: double blind, placebo controlled trial, 2001 Jan 13;322(7278):73. doi: 10.1136/bmj.322.7278.73

[2] D. Rejali, A. Sivakumar, N. Balaji, Ginkgo biloba does not benefit patients with tinnitus: a randomized placebo-controlled double-blind trial and meta-analysis of randomized trials, 07 May 2004, doi.org/10.1111/j.1365-2273.2004.00814.x

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Dott.ssa Chiara Amato

Specialista in Audiologia e Foniatria. Si è specializzata con la lode presso l’Università degli studi di Catania e durante il percorso di studi ha approfondito tale disciplina presso l’ospedale Cà Foncello di Treviso, afferente all’Università degli studi di Padova. Si occupa della diagnosi, della cura e della riabilitazione di patologie uditive e di disturbi del linguaggio e della deglutizione.

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