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Militari: i più colpiti dall’acufene da trauma acustico

L’acufene e la perdita dell’udito sono spesso associati a traumi acustici e all’esposizione prolungata a rumori ad alta intensità. Educare le persone a una corretta esposizione ai suoni è un importante compito dell’informazione scientifica per prevenire danni uditivi a lungo termine.

Alcuni lavori sono potenzialmente più pericolosi di altri per la salute dell’udito. È evidente come un carpentiere o un manovale sia più esposto a rischi rispetto a un impiegato in ufficio o a chi lavora in smart working dalla propria casa.

Tra questi ci sono senza dubbio anche i militari che sono maggiormente soggetti alla perdita dell’udito e all’insorgenza dell’acufene, a causa dei fattori di rischio associati alle loro attività, tra cui l’esposizione a rumore forti come elicotteri, colpi di armi da fuoco o esplosioni, oltre all’esposizione a prodotti chimici ototossici. Nel 2018, secondo il Veterans Benefits Administration Annual Report negli Stati Uniti, l’acufene e la perdita dell’udito sono state le due disabilità più frequenti legate al servizio militare, con oltre due milioni di casi.

Acufene e trauma acustico

L’esposizione a spari e detonazioni esplosive può causare un trauma acustico accompagnato da acufeni. Uno studio su 83 sopravvissuti all’attentato di Oklahoma City del 1995 ha rilevato che il 67% di loro ha sviluppato un acufene o ha percepito un cambiamento dell’acufene esistente entro pochi giorni dall’esplosione e che il 59% aveva acufene a 5 mesi dall’esplosione (Van Campen et al., 1999).

Altri studi internazionali su militari con trauma acustico, hanno riferito come essi abbiano sviluppato anche  acufene. In particolare in uno studio del 1999 su 81 soldati austriaci trattati per trauma acustico, l’84% aveva l’acufene (Temmel et al., 1999). Anche uno studio israeliano del 1976 ha riportato il 62% di acufene nei militati presi in esame (Melinek et al., 1976). In un altro gruppo di soldati israeliani trattati per un trauma acustico, 81 dei 102 pazienti (79%) hanno riferito di avere acufeni (Man e Naggan, 1981).

Acufene e rumore

Molti studi internazionali su popolazione civile, militare e in aziende mostrano che i tassi di acufene sono significativamente più alti nei soggetti con una più lunga esposizione al rumore sia nei luoghi di lavoro che in quelli ricreativi. Due studi del 2003 e 2004 eseguiti sulla popolazione lavorativa hanno prodotto stime secondo le quali l’esposizione al rumore professionale è associata a un aumento variabile dal 40% al 70% della probabilità di sviluppare un acufene (Sindhusake et al., 2003a; Hoffman e Reed, 2004).

Nonostante i numerosi studi, non è possibile definire una percentuale di incidenza specifica, sia per la differenza delle modalità con cui sono stati condotte le ricerche sia per la soggettività dell’acufene, che proprio per la sua caratteristica è difficilmente misurabile in intensità e frequenza. Ogni individuo reagisce in maniera differente all’acufene e questo rende spesso difficile quantificarlo e identificare la sua incidenza.

Quello che invece emerge da tutti gli studi eseguiti sulla popolazione è la pericolosità dell’esposizione ai rumori forti per tempi prolungati, per questo non smetteremo mai di ripetere l’importanza di protezioni acustiche adeguate per salvaguardare l’udito.


Foto di copertina: KamranAydinov – www.freepik.com



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