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Misurare lo stress causato dall’acufene. Il metodo del cortisolo

Il dottor Jackson, professore associato di psicologia presso la Trinity University di Leeds, in Inghilterra, ha condotto uno studio pilota per misurare la concentrazione del cortisolo nelle persone affette da acufene. Il suo studio, effettuato su campioni di saliva prelevati al mattino, ha dimostrato che le persone con un alto livello di sofferenza causato dall’acufene hanno anche un andamento piatto dei livelli di cortisolo durante il giorno. Questo potrebbe aprire la strada allo sviluppo di nuove metodologie per lo studio e la cura dell’acufene.

Cos’è il cortisolo e come si produce

In una condizione di stress, l’amigdala invia un segnale all’ipotalamo, il quale attiva il Sistema Nervoso Simpatico che determina il rilascio di catecolamine, come l’adrenalina, da parte della componente midollare del surrene. Questa risposta determina un immediato aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, della sudorazione, della frequenza respiratoria e dei livelli di glucosio nel sangue. Se il corpo continua a percepire lo stimolo stressante come una minaccia, l’ipotalamo attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con il conseguente rilascio di cortisolo da parte della zona fascicolata della componente corticale del surrene, che consente al corpo di mantenere un elevato stato di allerta.

Il cortisolo svolge, pertanto, un’importante funzione di controllo della risposta adattativa allo stress, regolando i livelli ematici di glucosio, le risposte infiammatorie e la pressione sanguigna.

Lo studio del dott. Jackson

Il dott. Jackson ha affermato che “il momento del risveglio è quello in cui si secernono le più alte concentrazioni di ormoni dello stress, in particolare di cortisolo, per la preoccupazione del giorno che si ha di fronte, e volevo studiare il meccanismo che lo produce.”

“In generale, il cortisolo viene secreto al risveglio e raggiunge il picco dopo circa 40 minuti. I livelli poi ridiscendono durante il giorno e sono quasi nulli a mezzanotte, quando ci si addormenta e si è totalmente scarichi di energia. L’andamento del cortisolo diurno può fornire importanti indicazioni sullo stato di stress di un individuo. Se si secerne troppo cortisolo già al mattino questo è indicazione di un forte stato di stress, ma se al contrario il livello di cortisolo è troppo basso significa che si è già raggiunta la fase di ‘burnout’, vale a dire che si è ansiosi/ stressati da così tanto tempo che il corpo ha “chiuso il rubinetto” per un meccanismo di protezione. Avere alti livelli di cortisolo nel sistema per troppo tempo è, infatti, molto dannoso.”

Alti livelli di cortisolo, per prima cosa, possono indicare condizioni come l’anoressia o il disordine ossessivo-compulsivo, e livelli bassi possono indicare patologie come la depressione, il dolore cronico e la sindrome da affaticamento cronico.”

La mia ricerca ha esaminato l’effetto dell’acufene sull’andamento mattutino del cortisolo e ho ipotizzato che avrebbe avuto caratteristiche in comune con condizioni come il dolore cronico. È stato un piccolo studio ma posso concludere che i soggetti affetti da acufene con gravi difficoltà hanno una curva piatta del ciclo diurno del cortisolo. In questi pazienti, incapaci di rilassarsi, sottoposti a forti stress emotivi, l’organismo ha bloccato la produzione di cortisolo. Ciò suggerisce alcuni elementi importanti. In primo luogo, che l’acufene cronico ha effetti fisiologici reali, in secondo luogo, che se possiamo misurare il disagio, possiamo anche misurare l’efficacia di qualsiasi terapia.”

Il dott. Jackson ha infine aggiunto: “Sono entusiasta di ciò che abbiamo scoperto. Essere in grado di distinguere tra gli individui più in difficoltà e quelli che si sono adattati in modo più efficace o che hanno imparato a convivere con l’acufene sarebbe un grande vantaggio. Possiamo dividere le persone in due gruppi e avere una misura obiettiva e fisiologica del fatto che una terapia abbia funzionato e abbia anche aumentato il benessere.”

“L’evidenza di un cambiamento fisiologico fa sì che l’acufene sia qualcosa di più di un semplice fastidio. È presto, però, per trarre delle conclusioni, a causa delle dimensioni ridotte del mio studio. È necessario un finanziamento per uno studio molto più ampio in grado di replicare questi risultati in un campione più esteso.”


Fonti:
asha.org
tinnitus.org.uk



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