Tutto quello che vuoi sapere sul fischio nell’orecchio
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Mare, montagna, aereo e acufene: quello che devi sapere

È finalmente arrivata l’estate, e con essa la voglia di andare in vacanza. Che sia un viaggio culturale alla ricerca dei tesori nascosti nelle più belle città d’arte o alcuni giorni di puro relax passati sdraiati in riva al mare, la tanto attesa vacanza estiva può destare non poche preoccupazioni in chi soffre di acufene.

Le cause dell’acufene sono svariate: esso può insorgere in seguito a danni delle strutture dell’orecchio interno, per patologie dell’orecchio medio, per disfunzione della tuba di Eustachio, per patologie delle strutture nervose coinvolte nella trasmissione del suono al cervello, può essere secondario a problemi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare o a patologie odontoiatriche o ad altre problematiche di salute ed è strettamente correlato ai livelli di ansia e stress. Si tratta dunque di un disturbo multifattoriale in cui il principale responsabile non sempre è solo l’orecchio.

Le diverse cause alla base del sintomo acufene sono alla base delle diverse terapie e anche della diversa gestione del disturbo da paziente in paziente, prevedendo dei protocolli quanto più personalizzati possibile.

Cerchiamo allora di rispondere alle principali domande che il paziente con acufene spesso si pone durante l’organizzazione di un viaggio.

Se soffro di acufene posso viaggiare in aereo?

In generale il viaggio in aereo non provoca nessuna complicanza sull’acufene. La maggior parte delle persone che soffre di acufene non ha riportato esperienze negative.

Tuttavia per chi soffre di acufene e/o disturbi uditivi ecco una serie di consigli che potrebbero rendere più confortevole il viaggio:

  • Evitate l’uso di tappi per le orecchie durante le ore di volo in quanto la limitazione dei rumori di fondo rende più fastidioso l’acufene;
  • Se avete possibilità prenotate delle poltrone nella parte anteriore del velivolo, in questa posizione il rumore dei motori risulterà meno fastidiosa;
  • Provate a sbadigliare e/o deglutire il più possibile (masticare un chewingum vi aiuterà) poiché questi atti favoriscono l’apertura della tromba di Eustachio, permettendo all’aria di entrare in orecchio medio e rendendo meno probabile il verificarsi di episodi di ovattamento auricolare (quella sensazione di orecchie tappate) che potrebbero rendere più fastidioso il vostro acufene;
  • Evitate di affrontare un viaggio in aereo se siete raffreddati o avete un’infezione delle vie respiratorie, condizioni queste che possono rendere difficoltosa la regolazione della pressione dell’aria a livello dell’orecchio.

L’alta montagna è pericolosa per chi soffre di acufene?

Se il disturbo non è legato a insufficienza tubarica la permanenza in montagna non è pericolosa, anche se l’altitudine potrebbe influire sulla percezione dell’acufene. Sono rari gli episodi in cui le variazioni di altitudine possano comportare significativi cambiamenti sull’acufene. L’uso di un decongestionante nasale potrebbe essere utile per favorire i normali meccanismi di compenso.

I bagni in mare e l’acqua nelle orecchie possono essere dannosi per l’acufene?

Si può tranquillamente fare una bella nuotata tra le fresche acque marine senza pericolo che l’acufene trasformi in un tormento la vostra vacanza. Devono comunque essere tenute a mente le norme igieniche e comportamentali utili al fine di evitare infezioni, infiammazioni e ovattamento delle orecchie, tutte condizioni che potrebbero peggiorare un acufene già presente:

  • Evitate di fare il bagno immergendo la testa se siete raffreddati o sentite di avere delle difficoltà respiratorie anche lievi: tale condizione potrebbe rendere difficoltosi i fisiologici meccanismi di compenso pressorio tra l’orecchio e l’ambiente esterno;
  • Dopo aver fatto il bagno fate uscire l’acqua dalle orecchio inclinando la testa prima da un lato e poi dall’altro ed esercitando una leggera trazione sul padiglione auricolare;
  • Prima del viaggio fate un controllo specialistico e prenotate una eventuale pulizia dell’orecchio: la presenza di accumuli di cerume a contatto con l’acqua salata potrebbero infettarsi o gonfiare trasformandosi in veri e propri tappi.

Mare, montagna o città d’arte? Se soffro di acufene quale meta scegliere?

Non esiste una “meta perfetta” per chi soffre di acufene: possono andare tutte bene o tutte male, dipende dai comportamenti messi in atto e dalla corretta gestione del disturbo. È risaputo che i suoni naturali (come le onde del mare o il vento tra le foglie degli alberi) contribuiscono alla distrazione dall’acufene, rendendolo più sopportabile; al contrario il rumore delle automobili, dei clacson e la musica ad alto volume possono peggiorare tale condizione. Tenendo conto di ciò sarebbe bene scegliere una città d’arte con ampi spazi pedonali ed organizzare la permanenza in maniera tale da evitare l’esposizione al caos cittadino.

Prenotare un controllo specialistico prima della partenza e mettere in atto i consigli e le norme comportamentali e le eventuali terapie che vengono prescritte dallo specialista, può rendere piacevole ogni meta ed ogni tipologia di viaggio.

 La vacanza in quanto tale favorisce il rilassamento psico-fisico, agendo in maniera positiva sul sintomo acufene, altro importante motivo per non rinunciare alle vacanze le quali, se vengono fatte nel “giusto modo” possono essere esse stesse “cura”.

Foto di copertina: lifeforstock – it.freepik.com



dott.ssa Chiara Amato

  dott.ssa Chiara Amato

  Specialista in Audiologia e Foniatria. Si è specializzata con la lode presso l’Università degli studi di Catania e durante il percorso di studi ha approfondito tale disciplina presso l’ospedale Cà Foncello di Treviso, afferente all’Università degli studi di Padova. Si occupa della diagnosi, della cura e della riabilitazione di patologie uditive e di disturbi del linguaggio e della deglutizione.



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