Il fischio o ronzio percepito nelle orecchie senza una sorgente sonora esterna, noto come acufene, è una condizione molto diffusa. Ne soffre circa il 15% della popolazione adulta mondiale. Uno…
Acufene: le 7 cose da sapere per stare meglio
L’acufene è un disturbo diffuso e spesso vissuto con forte preoccupazione. Tuttavia, il primo messaggio da dare è rassicurante: nella maggior parte dei casi può essere trattato, con un miglioramento significativo della qualità della vita.
Ne abbiamo parlato con il dottor Alberto Scotti, otorinolaringoiatra della Tinnitus Clinic di Milano, con una profonda conoscenza del problema ‘acufene’: “Il primo messaggio è quello di non preoccuparsi: l’acufene si può trattare.”.
1. Attenzione alle informazioni sbagliate
“Gli errori più comuni che i pazienti fanno, sono quelli di assumere farmaci, di assumere integratori e di cercare rimedi sul web dove vi sono notizie non filtrate e spesso non affidabili”, sottolinea il dottor Scotti.
È comprensibile voler trovare risposte, o confrontarsi con altre persone che soffrono dello stesso disturbo. Ma ogni acufene è diverso, ciò che può aiutare qualcuno potrebbe non essere adatto, o addirittura risultare dannoso per un’altra persona.
Questo tipo di confronto, soprattutto se basato su esperienze negative o non verificate, rischia di aumentare la confusione e far perdere fiducia nella possibilità di trovare una soluzione. Per questo è importante affidarsi a un professionista con comprovata esperienza.
È dunque importante evitare:
- il “fai da te” con farmaci, integratori o rimedi naturali
- le informazioni non verificate
- il confronto continuo con esperienze negative
2. La figura giusta a cui rivolgersi
Affrontare l’acufene da soli è spesso controproducente. La valutazione specialistica è il passaggio fondamentale per capire davvero cosa sta succedendo.
Lo specialista di riferimento è l’audiologo o l’otorinolaringoiatra con esperienza nel trattamento dell’acufene che operi all’interno di una Tinnitus Clinic, dove un team multidisciplinare può inquadrare il problema in modo completo e proporre un percorso personalizzato.
3. Un disturbo, molte possibili cause
Una delle ragioni per cui l’acufene è così complesso è la sua origine multifattoriale. Può dipendere da problemi dell’orecchio, da condizioni mediche generali oppure da fattori emotivi.
In particolare, si distinguono:
- cause locali, legate all’orecchio come traumi o perdita dell’udito dovuta molteplici cause
- cause sistemiche, cioè condizioni che coinvolgono altri organi come l’apparato muscolo-scheletrico, il sistema cardiovascolare, immunitario, ecc.
- componenti psicologiche ed emotive
4. Stress e acufene: un legame stretto
“Lo stress influisce sicuramente sull’acufene in maniera determinante – spiega il dott. Scotti -perché aumenta la secrezione di glutammato, che è un neurotrasmettitore che mette in stress le cellule del sistema nervoso centrale, può diminuire la secrezione di serotonina e l’azione combinata di questi eventi peggiora l’acufene.”
Ne consegue un peggioramento delle condizioni generali del paziente, con una maggiore percezione del fastidio.
5. Le abitudini che fanno la differenza

Lo stile di vita ha un impatto concreto sul disturbo: “Spesso i pazienti per paura dell’acufene diminuiscono le loro attività sportive. Questo è sbagliato. È un messaggio che deve essere dato sempre ai pazienti di continuare le loro attività normali.” sottolinea ancora il dott. Scotti
Le abitudini utili nella gestione dell’acufene coincidono, in gran parte, con quelle che favoriscono uno stile di vita sano ed equilibrato:
- seguire un’alimentazione varia ed equilibrata
- praticare regolarmente attività fisica
- curare la qualità e la regolarità del sonno
Al contrario possono peggiorare la situazione:
- lo stress cronico
- abitudini scorrette come l’eccesso di alcol o la vita sedentaria
- la privazione di sonno
6. Farmaci: le cose da sapere
Un aspetto spesso frainteso riguarda i farmaci. È importante chiarire subito che non esiste un farmaco o un integratore in grado di curare l’acufene: la ricerca scientifica è molto chiara su questo punto.
Al contrario, esistono alcuni farmaci definiti ototossici che possono causare o aggravare l’acufene, tra cui l’acido acetilsalicilico ad alte dosi, alcuni antibiotici e alcuni chemioterapici. Tuttavia, è fondamentale essere precisi: l’ototossicità dipende dalla dose, dalla durata e dalle caratteristiche individuali del paziente. Questo significa che un farmaco non è “sempre dannoso” in assoluto, ma va valutato caso per caso, in base alla posologia e alla necessità clinica.
In particolare, per farmaci salvavita — come molti chemioterapici — è indispensabile considerare il rapporto tra benefici e possibili effetti collaterali. Quando il beneficio è essenziale per la salute o la sopravvivenza, l’eventuale effetto ototossico deve essere considerato e gestito.
Nel percorso terapeutico per l’acufene, a volte vengono prescritti anche farmaci ansiolitici o antidepressivi. È importante però comprendere il loro ruolo: non curano l’acufene, ma aiutano a trattare condizioni associate come ansia, stress o depressione. Riducendo questi fattori, può diminuire anche la percezione del disturbo, ma si tratta di un effetto indiretto, non di una cura dell’acufene stesso.
7. Un messaggio importante: la terapia esiste
Nonostante i molti messaggi negativi che circolano in rete, è importante trasmettere un’informazione corretta e rassicurante: esistono terapie validate, come la Tinnitus Retraining Therapy (TRT), che possono portare a una significativa riduzione del fastidio legato all’acufene.
>> approfondisci “La TRT (Tinnitus Retraining Therapy) per la cura dell’acufene”
“I pazienti che soffrono di acufene hanno tutte le possibilità di migliorare la loro condizione; quindi, non devono cadere in uno stato di tipo ansioso-depressivo o nella disperazione, ma devono rivolgersi il prima possibile a un professionista competente in materia che li possa aiutare.” Conclude il dottore.
Il passo più importante è non affrontare il problema da soli, ma rivolgersi a una Tinnitus Clinic. Una valutazione specialistica consente di comprendere la situazione e iniziare un percorso adeguato, con l’obiettivo di ridurre il fastidio e ritrovare equilibrio nella vita quotidiana.
Se soffri di acufene, il consiglio è semplice: non aspettare. Un confronto con uno specialista può fare la differenza e aprire la strada a un reale miglioramento.
Guarda il video integrale del dott. Scotti:
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