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Cura per l’acufene: ecco perché la TRT funziona

La TRT (Tinnitus Retraining Therapy) è la più accreditata terapia dalla comunità scientifica internazionale per la cura dell’acufene. Può vantare i migliori risultati in quasi 30 anni di applicazione. La ricerca scientifica conta centinaia di pubblicazioni che attestano i casi di successo all’80% dei casi trattati. La terapia è stata teorizzata negli anni ’90 dal neurofisiologo Pawel Jastreboff,  partendo dal presupposto che il sistema uditivo periferico è secondario nella genesi dell’acufene, mentre il cervello è clinicamente dominante.      

Nel 2008 Del Bo e altri ricercatori hanno dimostrato che la percezione dell’acufene non poteva essere patologica, poiché essenzialmente tutti lo sperimentano quando vengono posti in un ambiente sufficientemente tranquillo. Il 94% delle persone senza alcuna esperienza di acufene, lo percepisce se isolato per diversi minuti in un camera silente.

 Jastreboff aveva notato come la caratterizzazione psicoacustica dell’acufene nella popolazione non fosse correlata alla sua gravità. Cioè, due persone con acufene con caratteristiche simili spesso differiscono in modo significativo per il livello di sofferenza riferito. Da qui la teorizzazione di un modello neurofisiologico per la cura dell’acufene che coinvolgesse il sistema uditivo centrale.

Come funziona la TRT

La TRT consiste nella stimolazione sonora tramite generatori indossabili, minuscoli apparecchi acustici, piccoli e discreti posizionati dietro il padiglione auricolare. I generatori erogano rumore bianco, un suono neutro opportunamente modulato sull’intensità del proprio acufene che non ha la funzione di mascherarlo, bensì di attenuarne l’intensità.

Uno dei punti cardine della terapia è quella che viene chiamata “habituation”, definita come il cessare un riflesso secondario a uno stimolo attraverso il ripetersi dello stimolo stesso. Presentando un suono neutro con delle caratteristiche specifiche, personalizzate e diverse da paziente a paziente sulla base della propria situazione audiologica e delle caratteristiche del proprio acufene si agisce sul rimodellamento della trasmissione nervosa con una “abituazione” al suono che non viene più catalogato come segnale di pericolo.

Questa tecnica permette di “rieducare” il nostro sistema nervoso, facendo sì che venga dato un nuovo significato all’acufene, non un segno di allarme a cui deve seguire una pronta risposta, ma un suono neutro a cui il nostro cervello si abitua facendolo passare in secondo piano rispetto agli altri stimoli sonori (un po’ come il rumore del frigorifero in cucina o il rumore dell’aria condizionata in stanza).

La regolazione iniziale è una fase fondamentale per il successo della terapia. Accanto alla stimolazione acustica si affianca un supporto psicoterapeutico per aiutare il paziente al controllo dell’acufene e ad affrontare ansia e depressione che spesso ne conseguono.

Perché l’acufene ci disturba

Non tutti i pazienti acufenopatici sono disturbati dalla presenza dell’acufene, per tale motivo si è ipotizzato che il sistema uditivo giochi un ruolo secondario nella percezione del disturbo dato da tale condizione, e che siano altre strutture, appartenenti al sistema nervoso centrale, a giocare un ruolo cruciale nella rilevanza clinica dell’acufene.

Gli stimoli uditivi che vengono percepiti dal nostro orecchio prima di arrivare al cervello attraversano diverse strutture nervose, responsabili non solo del trasferimento di tali informazioni ma anche della loro interpretazione. Tra queste strutture particolare importanza assumono il talamo e l’ipotalamo. Il talamo ha il compito di analizzare i suoni e determinare quali di essi devono essere trasmessi alla corteccia uditiva. L’ipotalamo, insieme all’amigdala e all’ippocampo, fa parte della costituzione del sistema limbico, ossia quel sistema deputato al controllo della memoria, dell’apprendimento e delle emozioni. In tale stazione gli stimoli sonori rilevati vengono elaborati da un punto di vista emotivo, ponendoli a confronto con i suoni incamerati nella nostra memoria.

Quando percepiamo uno stimolo acustico viene svolta un’opera di confronto con i dati immagazzinati nella nostra memoria e, nel caso in cui non emerga nulla di rilevante e non sia necessaria una risposta da parte del nostro organismo, la trasmissione viene bloccata a livello delle stazioni di filtro sottoencefaliche. Se invece lo stimolo sonoro è uno stimolo del tutto nuovo, mai avvertito prima, o viene classificato come stimolo pericoloso che necessita di una pronta risposta, viene trasmesso all’encefalo e viene attivata una risposta di allarme da parte del nostro organismo; in seguito a tale risposta quel determinato suono verrà classificato come allarme, per cui ogni qual volta verrà avvertito, il nostro organismo attuerà l’attivazione di tutti i meccanismi che portano ad una risposta del corpo, accompagnati da stato di ansia, stress, disturbi del sonno.

Perché la TRT Funziona?

Lavora sulla plasticità del cervello

Il cervello è dotato di un’interessante abilità, detta neuroplasticità. Questa gli permette, nel tempo, di cambiare la propria struttura e le proprie funzioni a seconda degli stimoli esterni ricevuti. Questo accade non solo durante il periodo dello sviluppo, ma anche nella vita adulta.

Un esempio della plasticità del cervello è la capacità di adattarsi ai rumori. Immaginate di entrare in ambiente nuovo in cui ci sia un rumore di fondo. All’inizio quel rumore vi sembrerà fastidioso, ma con il passare del tempo finirete per abituarvi fino a non sentirlo più. Ecco questo è un piccolo esempio della plasticità del cervello, cioè della capacità di abituarsi a situazioni semplici o complesse.

Ed è proprio questo il meccanismo che sta alla base della Tinnitus Retrainig Therapy, vale a dire la capacità del cervello di abituarsi all’acufene e di non percepirlo più. Questo è il motivo per cui la terapia funziona, perché non promette di far sparire l’acufene, (che continuerà a essere presente) ma di renderlo ininfluente. La Tinnitus Retraing Therapy fa leva sulla plasticità del cervello per ricondurre il suono dell’acufene a un suono normale e non a un campanello d’allarme e quindi privo di importanza e in quanto tale ignorarlo.

I risultati sono duraturi

Terminata la terapia i risultati permangono nel tempo. La TRT è una terapia con una durata prestabilita che varia dai 6 ai 9 mesi, ma i cui risultati sono permanenti. Sono previste delle visite di controllo annuali, in cui i pazienti risultano generalmente stabili. Eventuali ricadute si risolvono in tempi molto brevi tramite attività di counseling mirato.

É supportata da un counseling psicologico

Un punto cardine fondamentale della TRT è il counseling a cura di uno psicoterapeuta che aiuta e guida il paziente nella gestione dell’acufene. I soli dispositivi indossabili non sono sufficienti per la risoluzione definitiva del problema, ma l’attività di counseling è parte integrante della terapia senza la quale i casi di successo sarebbero ridotti.

Lo specialista tramite sedute periodiche guida il paziente a ricondurre il segnale percepito dall’acufene come un suono normale e privo di nota. Nel corso delle sedute il paziente imparerà a non ascoltare più il proprio acufene e dunque a dimenticarsene. 

Non è TRT se…

Spesso si tende a confondere la TRT con il semplice ascolto di suoni della natura erogati da app per smartphone, video o altri sorgenti sonore. Questa pratica va sotto il nome di arricchimento sonoro e può essere di sollievo per attenuare il suono dell’acufene durante il giorno o durante il sonno, ma non deve essere confusa con la TRT che prevede uno specifico protocollo sperimentato. La TRT è efficace solo se prevede generatori di suono personalizzati sul proprio acufene, affiancata da counseling per la gestione dell’acufene. Qualsiasi altro trattamento può in alcuni casi produrre benefici, ma non può essere proposto con il nome di Tinnitus Retrainig Therapy

I vantaggi e gli svantaggi della TRT

Vantaggi

  • È altamente efficace. La letteratura scientifica attesta i casi di successo all’80% dei casi trattati. Vale a dire che 8 persone su 10 traggono benefici dalla TRT.
  • Non ha controindicazioni, né effetti collaterali. In tutti i pazienti sottoposti alla terapia non si sono verificati episodi di intolleranza alla terapia.
  • Può essere utilizzato su tutti i pazienti. È efficace anche sui pazienti con ipoacusia i quali possono beneficiare degli apparecchi acustici per la correzione della propria perdita uditiva.

Svantaggi

  • Costo. La terapia è effettivamente costosa, poiché include l’acquisto degli apparecchi acustici. Bisogna però rapportare i costi alla sua efficacia. Spesso chi soffre di acufene sostiene costi elevati nel tentativo di trovare terapie e farmaci che invece si dimostrano inefficaci.
  •  Blocco psicologico. La terapia prevede l’utilizzo di apparecchi acustici il cui utilizzo è ancora visto con diffidenza da molti. Indossare un apparecchio acustico significa essere identificato come una persona anziana o con un deficit. Superare questo blocco è fondamentale per una buon riuscita della terapia.

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