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Non è magia: una soluzione efficace all’acufene esiste!

Per l’acufene non esiste la “pillola” miracolosa, capace di annullare subito e senza fatica il disturbo, ma, dai primi anni ’90, la TRT (Tinnitus Retraining Therapy) porta un aiuto reale ed efficace a chi soffre di acufene e iperacusia. Questa terapia si fonda sul modello neuropsicologico di Pawel J. Jastreboff secondo il quale tutti i segnali presenti nelle vie uditive sono sottoposti a un controllo o meglio a un filtraggio prima di arrivare allo stato di coscienza.

Le reti di neuroni responsabili del filtraggio sono situate a livello dei centri nervosi sotto corticali (prima della corteccia cerebrale) e si comportano come veri e propri filtri attivi programmabili (filtro cerebrale). Il concetto di filtro attivo prevede che ciascun segnale venga, oltre che elaborato, anche sottoposto a un’amplificazione o a un’attenuazione prima di essere inviato al cervello e quindi percepito dalla corteccia del cervello (diventare in altre parole sensazione cosciente). Se uno di questi segnali, l’acufene appunto, viene considerato come importante e pericoloso per la salute scatta il condizionamento negativo.

Questo condizionamento attiva un meccanismo di allarme nel sistema limbico che porta ad amplificare al massimo la sensazione dell’acufene per consentire al sistema nervoso autonomo di porre in atto tutte le contromisure per “lottare o fuggire” e alla corteccia cerebrale di rendere “bene” consapevole l’acufene stesso. Ma questa reazione è inutile, in quanto l’acufene non è in sé pericoloso per la salute dalla persona.

La terapia di abitudine all’acufene o TRT è finalizzata appunto alla riprogrammazione dei filtri cerebrali con la finalità di attenuare o eliminare il fastidio provocato dall’acufene. Uno degli elementi fondamentali della TRT è costituito dall’arricchimento sonoro a cui il paziente viene sottoposto per la maggior parte della giornata e anche durante la notte. La stimolazione sonora viene erogata da piccoli generatori di suono indossabili oppure da apparecchi acustici speciali in caso di sordità. La stimolazione non interferisce con le normali attività della vita quotidiana in quanto è costituita da un’energia sonora molto lieve e priva di effetti collaterali che dopo qualche giorno non viene più percepita dalla persona che indossa i generatori.

La TRT deve essere prescritta impostata e seguita nel tempo da personale medico e tecnico preparato in terapia degli acufeni e dotato di solida formazione audiologica e costantemente aggiornato. Il processo di adattamento richiede tempi sino a 12 mesi, duranti i quali l’acufene diventa progressivamente meno fastidioso, ma può essere ancora percepito con le sue caratteristiche di rumore fastidioso. Nelle fasi successive del processo l’acufene può diventare un elemento naturale del sottofondo sonoro quotidiano. Se questo non avviene e l’acufene viene ancora classificato come altamente fastidioso è necessario un ulteriore approfondimento diagnostico e una modifica della terapia.

Gli apparecchi acustici per vincere l’acufene

 I generatori utilizzati nella TRT sono minuscoli apparecchi da indossare che erogano una minima quantità di suono regolato sulle esigenze cliniche del paziente. Il suono (si tratta di un rumore della natura simile a una cascata lontana) stimola delicatamente le vie nervose uditive permettendo ad esse di essere più facilmente rigenerate stimolando la plasticità cerebrale.

Quando l’acufene si accompagna a una perdita di udito anche molto lieve monolaterale o bilaterale, è opportuno applicare invece dei generatori di suono un apparecchio acustico combi che contiene anche un generatore di suono. In questo modo è possibile ottenere un duplice risultato: il recupero della funzionalità uditiva, la stimolazione della plasticità nervosa delle vie acustiche e quindi la riprogrammazione e l’abitudine all’acufene. L’applicazione del dispositivo deve seguire, però, criteri specifici dettati dalla terapia dell’acufene a volte differenti dai protocolli di applicazione degli apparecchi per sordità.

Una parte importante della TRT consiste nella stimolazione sonora tramite i generatori indossabili oppure gli apparecchi combi. In sede di adattamento iniziale e di verifica periodica, i generatori personali e i combi devono essere adattati alle esigenze del paziente in funzione dell’acufene. Una volta indossati, gli ausili vanno “dimenticati” e, anche se il paziente non percepisce coscientemente il suono, la terapia svolge il suo corso. Nel corso dell’applicazione vengono date al paziente tutte le indicazioni per il migliore utilizzo dei dispositivi e, periodicamente, sono molto importanti le visite di verifica e di adattamento.

Valutare i risultati di una terapia è sempre difficile, nel caso dell’acufene lo è ancor di più per via dell’impossibilità di “misurare” il disturbo in modo univoco. L’acufene viene ascoltato solo da chi ne soffre e, quasi sempre, il disturbo percepito è indipendente dai risultati delle prove di acufenometria audiometrica.

Il metodo più comune di valutazione dell’efficacia terapeutica utilizza questionari e scale visuo-analogiche con cui il paziente indica con un voto compreso tra 1 e 10 l’intensità soggettiva dei parametri dell’acufene (intensità, fastidio, ecc.)

Negli ultimi 20 anni la Tinnitus Clinic di Milano ha pubblicato su riviste scientifiche internazionali più di 15 articoli riportanti i risultati raggiunti. Semplificando possiamo dire che l’80% dei pazienti, dopo 3 mesi di terapia, manifesta una riduzione significativa della percezione dell’acufene e quindi del fastidio indotto da questo suono.


Foto di copertina: snowing – it.freepik.com



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