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Il metodo Reddit per l’acufene: solo sollievo temporaneo

L’acufene può essere definito come una sensazione sonora soggettiva, ossia la percezione di un suono non fisicamente presente nell’ambiente esterno. Esso può esistere sotto diverse forme, potendosi esprimere come sensazione di ronzio, fischio, sibilo e persino di clic. Si stima che il 15-20% della popolazione mondiale ne sia affetto e molte sono le cause che potrebbero essere alla base di tale manifestazione, tra cui patologie dell’orecchio (presenza di tappi di cerume o di corpi estranei nel condotto uditivo esterno, otosclerosi, Sindrome di Menière), traumi cranici, traumi acustici (da causa lavorativa o meno), lesioni cerebrali, patologie vascolari, uso di farmaci e stress.

Tuttavia l’acufene risulta essere associato in una elevata percentuale di casi a ipoacusia, essendone affetto circa il 70% dei soggetti con perdita uditiva soprattutto alle frequenze più alte: la perdita dell’udito sembrerebbe svolgere un importante ruolo nella genesi di tale fastidio.

Non tutte le persone che soffrono di acufene provano disturbo o disagio nelle loro attività quotidiane, tuttavia l’acufene per alcuni soggetti rappresenta una condizione fortemente invalidante, influendo negativamente sulla loro qualità di vita, inficiandone sia la sfera relazionale che la sfera lavorativa. Non c’è quindi da stupirsi che venga messo in atto qualunque tentativo possa portare all’attenuazione di questo rumore di fondo che scandisce la vita di chi ne è affetto.

Sul web vi è la possibilità di trovare diversi rimedi “fai da te”, integratori, farmaci che promettono risultati miracolosi. Tuttavia la maggior parte di queste soluzioni non presenta una solida base scientifica e viene promossa facendo leva sulla gravità dei disturbi causati dall’acufene, con oggettiva mancata realizzazione del risultato promesso.

È questo il caso del metodo Reddit che circola in rete dal 2017. Tale metodo consiste in una manipolazione del cranio, eseguita facendo schioccare le dita in prossimità della parete posteriore della testa.

Come funziona il metrodo Reddit

Il metodo prevede questi passaggi:

  • Poggiare i palmi delle mani sulle orecchie in modo da avvolgerle bene, tenendo le dita rivolte posteriormente.
  • Posizionare i diti medi sulla parte superiore del collo in prossimità della nuca, proprio alla base del cranio.
  • Posizionare gli indici sopra i diti medi esercitando una energica pressione.
  • Fare scivolare gli indici sui medi fino a quando non schioccano sulla nuca.
  • Ripetere circa 50 volte.

Cosa dicono gli esperti

Secondo Dan Polley, ricercatore dall’Università Harvard e direttore del Lauer Tinnitus Research Center, e Richard Tyler, professore di otorinolaringoiatria all’Università dell’Iowa, il metodo Reddit sarebbe un rimedio semplice, economico e apparentemente privo di effetti collaterali e/o controindicazioni; alcuni soggetti potrebbero trarne beneficio, tuttavia definire tale metodo una “cura” sarebbe inappropriato e fuorviante.

“Non credo sia una fesseria totale – ha dichiarato Polley – c’è una certa logica in tutto questo: rientra in una classe di terapia chiamata di mascheramento”.  Picchiettare energicamente la parete posteriore del cranio genera infatti delle vibrazioni ossee che, trasferendosi alla coclea (la quale rappresenta in una larga percentuali di casi la fonte di origine dell’acufene), potrebbero temporaneamente ridurre la percezione del disturbo, il che rappresenta lo stesso meccanismo di funzionamento dei generatori di rumore indossabili (comunemente chiamati mascheratori).

C’è da dire inoltre come l’effetto inibitorio prodotto dall’utilizzo di tale metodo sia solo un effetto temporaneo della durata di pochi minuti, oltre i quali si ricomincia a percepire il proprio acufene come disturbante. “È improbabile che abbia una conseguenza negativa e se qualcuno è felice di farlo 10 volte al giorno per avere 10 minuti di sollievo, allora così sia – ha detto Tyler – ma pensare che avrà un effetto di lunga durata è del tutto sbagliato”.


Fonti:
vice.com
lifehacker.com

Calminax, la soluzione definitiva per l’acufene esiste davvero?

Calminax è un integratore alimentare a base di zinco, ginkgo biloba e magnesio, venduto esclusivamente on-line che ha del miracoloso. Promette di eliminare efficacemente l’acufene, di ricostruire rapidamente il sistema uditivo, di migliorare l’udito fino all’85%, di fermare la progressiva perdita dell’udito, di migliorare la memoria e la concentrazione e di assicurare un sonno lungo e rilassante.

Basterebbero queste poche righe per capire che è difficile esista un’unica soluzione per tutti questi disturbi, ma altri elementi forniscono qualche indizio in più.

False testimonianze e falsi medici

È noto che le testimonianze positive di chi ha provato un prodotto sono la chiave per infondere fiducia, credibilità e incrementare le vendite. E così sono diverse le testimonianze di Calminax da parte dei clienti entusiasti che hanno utilizzato il prodotto, ma basta fare una banale ricerca per immagini su Google per svelare l’inganno.

Marilena da Grosseto di 65 anni non è altro che una modella, le cui foto si trovano in rete in differenti articoli sulle acconciature di tendenza per capelli grigi e corti.

O ancora Mattia, 27 anni, diventa Mátyás sul sito ungherese, Marciel sul sito portoghese, e Mathieu sul sito francese.

E infine Andrea 63 anni non è altro che il soggetto ritratto in una banca dati immagini di persone anziane.

Anche i medici che presentano Calminax come prodotto innovativo e risolutivo per i propri pazienti sono inesistenti. Non esiste il dott. Saverio Gramellini, specialista in otorinolaringoiatria da 25 anni, che all’occorrenza diventa il dott. Kopcsánszky József, o Pedro Costa o ancora Pierre Anse. Basterebbe solo il fatto che a un’unica foto corrispondono diversi nominativi di medici a fugarne ogni dubbio sulla reale esistenza, ma una semplice ricerca su Google non rivela alcuna traccia di nessuno di questi medici con ventennale esperienza. E se questo non bastasse, sul Portale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è possibile fare una ricerca anagrafica dei Medici per verificare l’iscrizione ai relativi albi professionali.

Nessuna ricerca scientifica

Sul sito di Calminax si legge:

“La ricerca, condotta su persone di oltre 40 anni di età, da scienziati della Stanford University, hanno dimostrato che la terapia con Calminax ha un effetto positivo sulla memoria a breve e lungo termine.”

“I suoi effetti benefici sull’udito sono stati confermati da approfonditi test di laboratorio ed audiologici.”

Un prodotto talmente innovativo, dai molteplici risvolti benefici dichiarati, quanto meno dovrebbe essere stato oggetto di ricerca e sperimentazione, ma nei database di raccolta di articoli scientifici a livello internazionale come Medline o Google Scholar non esiste alcuna ricerca sul prodotto in questione, tantomeno condotta dalla Stanford University.

“I creatori di Calminax sono stati nominati per i Pharmacy Business Awards di quest’anno!”

Il solo fatto che non viene dichiarato l’anno della candidatura rende la notizia sospetta e ovviamente cercando sul sito Pharmacy Business Awards, che esiste realmente, non c’è traccia di alcuna candidatura né per quest’anno né per gli anni precedenti.

Azienda produttrice irrintracciabile

La casa produttrice di Calminax è la Revita Pharm, azienda fantasma con sede a un non ben precisato indirizzo di Gibilterra. Il sito dell’azienda non fornisce numeri di telefono, indirizzi email di contatto e non contiene un’informativa sulla privacy e un numero di partita iva italiano o internazionale. Il prodotto e l’azienda non sono presenti negli elenchi del Ministero della Salute.

Siti fantasma e pop up promozionali

Calminax ha una fitta rete di siti che lo sponsorizzano, lo promuovono, lo recensiscono, ma per nessuno di questi è rintracciabile un proprietario del sito, un numero di telefono, un riferimento, un piccolo dettaglio che permetta di risalire a chi ha acquistato e gestisce il dominio. Spesso questi siti sono registrati a Panama, dove la giurisdizione permette l’anonimato. Tutto questo è verificabile tramite whois, servizio che consente di risalire al nominativo di chi ha registrato un dominio, se questo è disponibile.

Inoltre spesso questi siti sono invasi da pop-up promozionali che promettono sconti e offerte imperdibili.

Non esistono farmaci o integratori per la cura dell’acufene

La prima vera ragione per cui non credere all’efficacia di Calminax è che la ricerca scientifica non ha validato ad oggi alcun farmaco o integratore per la cura dell’acufene. La letteratura scientifica è ricca di sperimentazioni e ricerche, ma nessuna di queste è ancora riuscita a trovare una cura farmacologica per l’acufene. E anche in merito agli integratori, in particolare al Ginkgo Biloba, gli studi condotti hanno dimostrato che il suo effetto sull’acufene è equiparabile a quello di un placebo.

L’amaro svedese, panacea per tutti i mali, cura anche l’acufene?

L’amaro svedese è un’antica preparazione a base di erbe in infusione alcolica. Ne esistono diverse ricette, ma la più famosa è quella tramandata dell’erborista austriaca Maria Treben nel secolo scorso.

La ricetta dell’amaro svedese

Si racconta che l’antica ricetta sia stata scoperta addirittura da Paracelso, medico, alchimista svizzero vissuto nel XVI secolo. Due medici svedesi il dottor Urban Hjarne e il dottor Claus Samst, la ripresero circa un secolo dopo da cui appunto deriva il nome di “amaro svedese”. Si racconta che il dott. Claus Samst sia morto addirittura a 104 anni e la sua longevità sia in gran parte attribuita proprio al preparato di erbe di cui faceva uso.

In tempi più recenti l’amaro è stato reso popolare dall’erborista austriaca Maria Treben, vissuta nel Novecento che ha descritto i benefici del preparato di erbe nel suo libro “La salute della farmacia del Signore”, divenuto un best seller internazionale. La ricetta originale di Maria Treben prevede l’uso di erbe come aloe, senna, zafferano, mirra, zedoaria, carlina, manna, rabarbaro, canfora, teriaca veneziana, angelica e mallo di noce, lasciate macerare in soluzione alcolica.

L’amaro svedese può essere somministrato sia per uso interno che per uso esterno. È consigliato come rimedio per diversi disturbi gastrointestinali e affezioni delle vie respiratorie.

Chi è Maria Treben

Maria, nata in Cecolsovacchia nel 1907, sposò nel 1939 l’ingegnare austriaco Ernst Gottfried Treben. Si racconta che il suo interesse per le erbe medicinali sia la conseguenza di una malattia che la colpì nel 1947. Maria Treben si trovava in un campo di concentramento a Wülzburg (Baviera) a seguito dell’espulsione dei tedeschi dalla Cecoslovacchia, dove contrasse il tifo. A causa della carenza di medicinali in tempo di guerra, Maria Treben assunse un preparato a base di erbe che migliorò immediatamente la sua condizione. Questa esperienza chiave la portò a dedicarsi all’erboristeria.

I suoi studi non sono stati però privi di critiche sia per le sue raccomandazioni di piante per il trattamento di malattie gravi per il cancro, la cui efficacia non è dimostrata, sia per l’inesattezza di alcuni termini tecnici utilizzati.

L’effetto dell’amaro svedese sull’acufene

Sebbene infusi di piante ed erbe aromatiche possano portare un giovamento per alcune malattie, non vi è alcun effetto benefico provato dell’amaro svedese per la cura dell’acufene, né per uso interno, né per uso esterno.

Un goccio di amaro può essere la piacevole conclusione di un pasto speciale e può favorire in alcuni casi la digestione anche se quello svedese è particolarmente amaro. Ben diverso è attribuire a un amaro virtù guaritrici per tutti i mali, acufene compreso. Questa pare essere l’ennesima fake news distribuita ad arte da chi ha interessi commerciali, a un pubblico di persone sofferenti, spesso disperate e per questo più facilmente condizionabili e che rimangono intrappolate nella rete delle false notizie.

Riconoscere una fake news a volte non è facile, specie se è supportata da commenti positivi in suo favore, ma approfondendo la notizia e navigando su siti attendibili si può facilmente risalire alla verità.

Approfondimenti: www.starbene.it