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[VIDEO] La visita per l’acufene

Una corretta diagnosi dell’acufene è fondamentale per poter individuare la causa e dunque la terapia. Si inizia con l’anamnesi ovvero la storia del paziente e l’esame obiettivo. Si passa poi agli esami strumentali: audiometria tonale e vocale (facoltativa), la timpanometria e lo studio del riflesso stapediale, l’acufenometria, le otoemissioni acustiche e infine i potenziali evocati uditivi, esame anch’esso facoltativo. Completano la visita eventuali indagini per immagini come TAC e RNM.

Calminax, la soluzione definitiva per l’acufene esiste davvero?

Calminax è un integratore alimentare a base di zinco, ginkgo biloba e magnesio, venduto esclusivamente on-line che ha del miracoloso. Promette di eliminare efficacemente l’acufene, di ricostruire rapidamente il sistema uditivo, di migliorare l’udito fino all’85%, di fermare la progressiva perdita dell’udito, di migliorare la memoria e la concentrazione e di assicurare un sonno lungo e rilassante.

Basterebbero queste poche righe per capire che è difficile esista un’unica soluzione per tutti questi disturbi, ma altri elementi forniscono qualche indizio in più.

False testimonianze e falsi medici

È noto che le testimonianze positive di chi ha provato un prodotto sono la chiave per infondere fiducia, credibilità e incrementare le vendite. E così sono diverse le testimonianze di Calminax da parte dei clienti entusiasti che hanno utilizzato il prodotto, ma basta fare una banale ricerca per immagini su Google per svelare l’inganno.

Marilena da Grosseto di 65 anni non è altro che una modella, le cui foto si trovano in rete in differenti articoli sulle acconciature di tendenza per capelli grigi e corti.

O ancora Mattia, 27 anni, diventa Mátyás sul sito ungherese, Marciel sul sito portoghese, e Mathieu sul sito francese.

E infine Andrea 63 anni non è altro che il soggetto ritratto in una banca dati immagini di persone anziane.

Anche i medici che presentano Calminax come prodotto innovativo e risolutivo per i propri pazienti sono inesistenti. Non esiste il dott. Saverio Gramellini, specialista in otorinolaringoiatria da 25 anni, che all’occorrenza diventa il dott. Kopcsánszky József, o Pedro Costa o ancora Pierre Anse. Basterebbe solo il fatto che a un’unica foto corrispondono diversi nominativi di medici a fugarne ogni dubbio sulla reale esistenza, ma una semplice ricerca su Google non rivela alcuna traccia di nessuno di questi medici con ventennale esperienza. E se questo non bastasse, sul Portale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è possibile fare una ricerca anagrafica dei Medici per verificare l’iscrizione ai relativi albi professionali.

Nessuna ricerca scientifica

Sul sito di Calminax si legge:

“La ricerca, condotta su persone di oltre 40 anni di età, da scienziati della Stanford University, hanno dimostrato che la terapia con Calminax ha un effetto positivo sulla memoria a breve e lungo termine.”

“I suoi effetti benefici sull’udito sono stati confermati da approfonditi test di laboratorio ed audiologici.”

Un prodotto talmente innovativo, dai molteplici risvolti benefici dichiarati, quanto meno dovrebbe essere stato oggetto di ricerca e sperimentazione, ma nei database di raccolta di articoli scientifici a livello internazionale come Medline o Google Scholar non esiste alcuna ricerca sul prodotto in questione, tantomeno condotta dalla Stanford University.

“I creatori di Calminax sono stati nominati per i Pharmacy Business Awards di quest’anno!”

Il solo fatto che non viene dichiarato l’anno della candidatura rende la notizia sospetta e ovviamente cercando sul sito Pharmacy Business Awards, che esiste realmente, non c’è traccia di alcuna candidatura né per quest’anno né per gli anni precedenti.

Azienda produttrice irrintracciabile

La casa produttrice di Calminax è la Revita Pharm, azienda fantasma con sede a un non ben precisato indirizzo di Gibilterra. Il sito dell’azienda non fornisce numeri di telefono, indirizzi email di contatto e non contiene un’informativa sulla privacy e un numero di partita iva italiano o internazionale. Il prodotto e l’azienda non sono presenti negli elenchi del Ministero della Salute.

Siti fantasma e pop up promozionali

Calminax ha una fitta rete di siti che lo sponsorizzano, lo promuovono, lo recensiscono, ma per nessuno di questi è rintracciabile un proprietario del sito, un numero di telefono, un riferimento, un piccolo dettaglio che permetta di risalire a chi ha acquistato e gestisce il dominio. Spesso questi siti sono registrati a Panama, dove la giurisdizione permette l’anonimato. Tutto questo è verificabile tramite whois, servizio che consente di risalire al nominativo di chi ha registrato un dominio, se questo è disponibile.

Inoltre spesso questi siti sono invasi da pop-up promozionali che promettono sconti e offerte imperdibili.

Non esistono farmaci o integratori per la cura dell’acufene

La prima vera ragione per cui non credere all’efficacia di Calminax è che la ricerca scientifica non ha validato ad oggi alcun farmaco o integratore per la cura dell’acufene. La letteratura scientifica è ricca di sperimentazioni e ricerche, ma nessuna di queste è ancora riuscita a trovare una cura farmacologica per l’acufene. E anche in merito agli integratori, in particolare al Ginkgo Biloba, gli studi condotti hanno dimostrato che il suo effetto sull’acufene è equiparabile a quello di un placebo.

Le 10 cose da fare non appena compare l’acufene

1. Non aspettare

Non appena vi accorgete che qualcosa non va, quando percepite uno strano ronzio, un fischio nell’orecchio che prima non sentivate il consiglio è quello di consultare immediatamente uno specialista in acufeni. Prima si agisce, prima si ha la possibilità di trovare una terapia adatta ad attenuare o risolvere l’acufene. Non bisogna invece allarmarsi se si avverte un leggero fischio nell’orecchio quando si è in totale silenzio, ad esempio di notte o in ambienti particolarmente silenziosi.

Il 92% di persone giovani e con udito perfetto, se poste in una stanza isolata acusticamente, ha modo di sentire il suono tipico dell’acufene. Ognuno nel silenzio può rilevare l’attività elettrica del cervello. Questo fenomeno è del tutto normale e non deve destare preoccupazione.

2. Non cercare la soluzione su internet

Il primo impulso quando si ha un dolore anomalo, mai sentito prima, è quello di cercare una soluzione su Internet. Se questo è sconsigliato in generale per qualsiasi patologia, lo è ancora di più per l’acufene. In rete si trovano, da un lato, testimonianze disperate sull’incurabilità dell’acufene e dall’altro sedicenti guaritori che propongono rimedi inefficaci o addirittura dannosi dall’olio bio all’amaro svedese.

3. Consultare uno specialista in acufene

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un centro specializzato nella cura dell’acufene. Non ne esistono molti sul territorio nazionale, ma senza dubbio sono le strutture più preparate per poter affrontare con competenza il problema.

La struttura adatta va scelta in base agli anni di esperienza nella cura dell’acufene e al team multidisciplinare che la compone, che deve comprendere medici audiologi, otorinolaringoiatri, audiometristi, audioprotesisti e anche psicoterapeuti. Solo una struttura con esperienza è in grado di trattare con professionalità il paziente, partendo da una visita approfondita che non prevede solo esami di routine, eseguibili in qualsiasi studio otorinolaringoiatrico, ma deve essere completata da indagini specifiche come audiometria tonale ad alta frequenza, acufenometria, timpanometria, studio del riflesso stapediale, otoemissioni acustiche ad alta definizione oltre ad eventuali approfondimenti diagnostici prescritti in fase di visita audiologica.

4. Non spaventarsi

Un fischio all’interno della propria testa, inascoltabile dalle persone che vi circondano è interpretato spesso con un segnale di pericolo, sintomo di malattia grave. È spesso qualcosa di inspiegabile, di poco conosciuto e il paziente affetto da acufene viene assalito da un senso di ansia e grave preoccupazione. È invece importante cercare di non allarmarsi, mantenere uno stato di calma per non aumentare l’ansia che potrebbe ulteriormente accrescere la percezione dell’acufene. Rivolgersi immediatamente a uno specialista può essere utile per comprendere il problema e procedere a una terapia.

5. Cercare la causa

Cercare di ricordarsi i fatti non appena si percepisce un suono diverso dal solito, può essere importante. Ricordarsi cosa è successo il giorno prima, se ci sono stati dei cambiamenti nello stile di vita, nelle abitudini, se è successo un fatto traumatico, sono tasselli importanti per risalire alla causa scatenante dell’acufene. Queste sono informazioni utili da trasferire allo specialista nel corso della prima visita audiologica.

5. Non ricorrere a cure fai da te

Non esistono farmaci per la cura dell’acufene e anche la medicina alternativa e gli integratori non forniscono soluzioni risolutive. È quindi inutile tentare soluzioni farmacologiche, senza prescrizione medica con il rischio di assumere sostanze dannose per il proprio organismo. In caso di presenza di stati si ansia o di depressione associati all’acufene è bene rivolgersi ad uno specialista, psicologo psicoterapeuta.

7. Seguire uno stile di vita sano

Se uno stile di vita sano è in generale consigliato per il benessere psicofisico dell’organismo, lo è maggiormente per chi soffre di acufene. Seguire una dieta sana, ricca di frutta e verdura, ridurre il consumo di sale e mantenere un buono stato di idratazione non farà scomparire l’acufene, ma potrebbe aiutare a tenerlo sotto controllo.

8. Ridurre ansia e stress

Ansia e stress sono spesso associati all’acufene, in un circolo vizioso che porta all’acutizzarsi del sintomo. Cercare di mantenerli sotto controllo anche con tecniche varie di meditazione e rilassamento può giovare alla riduzione della percezione dell’acufene.

9. Non fare esami inutili

Si pensa spesso che l’acufene sia sintomo di una malattia grave, perciò si tende a fare qualsiasi esame alla ricerca della causa. Soltanto uno specialista, con comprovata esperienza nella cura dell’acufene, dopo un’accurata visita consiglia gli esami necessari, evitando di sottoporre il paziente ad esami costosi e magari invasivi.

10. Non pensare che l’acufene sia incurabile

Quando si dice acufene, si dice anche che non esiste una cura. Se è vero che ad oggi non esiste una cura farmacologica per farlo scomparire, esistono efficaci terapie che possono annullare o ridurre considerevolmente la percezione dell’acufene. Innanzitutto va identificata la causa con una visita specialistica a seguito della quale viene prescritta una terapia. La più accredita a livello internazionale è ad oggi la TRT (Tinnitus Retraing Therapy) ovvero un percorso che attraverso l’erogazione di suoni bianchi porta il cervello a riabituarsi all’acufene fino a considerarlo un suono neutro e dunque non degno di attenzione.

La terapia dura alcuni mesi ed è affiancata da un counseling psicologico che aiuta ad affrontare l’acufene. La TRT ha una percentuale di successo nell’80% dei casi, comprovata da studi medico-scientifici a livello internazionale.

[VIDEO] I dieci vero o falso sull’acufene

È vero che all’acufene non c’è cura? È vero che tutti soffrono di acufene? Tutti i vero o falso sull’acufene e i falsi miti spiegati dal dott. Fiorenzo Bertoletti, otorinolaringoiatra.

[VIDEO] I dieci consigli per chi soffre di acufene

Cosa bisogna fare quando ci si accorge di soffrire di acufene? Quale sono gli stili di vita e le buone abitudini che possono aiutare a tenere sotto controllo l’acufene? Abbiamo chiesto al dott. Crocetti, psicologo e alla dott.ssa Baracca, audiologa, di darci dieci consigli per chi soffre di acufene. Ecco cosa ci hanno risposto.


L’amaro svedese, panacea per tutti i mali, cura anche l’acufene?

L’amaro svedese è un’antica preparazione a base di erbe in infusione alcolica. Ne esistono diverse ricette, ma la più famosa è quella tramandata dell’erborista austriaca Maria Treben nel secolo scorso.

La ricetta dell’amaro svedese

Si racconta che l’antica ricetta sia stata scoperta addirittura da Paracelso, medico, alchimista svizzero vissuto nel XVI secolo. Due medici svedesi il dottor Urban Hjarne e il dottor Claus Samst, la ripresero circa un secolo dopo da cui appunto deriva il nome di “amaro svedese”. Si racconta che il dott. Claus Samst sia morto addirittura a 104 anni e la sua longevità sia in gran parte attribuita proprio al preparato di erbe di cui faceva uso.

In tempi più recenti l’amaro è stato reso popolare dall’erborista austriaca Maria Treben, vissuta nel Novecento che ha descritto i benefici del preparato di erbe nel suo libro “La salute della farmacia del Signore”, divenuto un best seller internazionale. La ricetta originale di Maria Treben prevede l’uso di erbe come aloe, senna, zafferano, mirra, zedoaria, carlina, manna, rabarbaro, canfora, teriaca veneziana, angelica e mallo di noce, lasciate macerare in soluzione alcolica.

L’amaro svedese può essere somministrato sia per uso interno che per uso esterno. È consigliato come rimedio per diversi disturbi gastrointestinali e affezioni delle vie respiratorie.

Chi è Maria Treben

Maria, nata in Cecolsovacchia nel 1907, sposò nel 1939 l’ingegnare austriaco Ernst Gottfried Treben. Si racconta che il suo interesse per le erbe medicinali sia la conseguenza di una malattia che la colpì nel 1947. Maria Treben si trovava in un campo di concentramento a Wülzburg (Baviera) a seguito dell’espulsione dei tedeschi dalla Cecoslovacchia, dove contrasse il tifo. A causa della carenza di medicinali in tempo di guerra, Maria Treben assunse un preparato a base di erbe che migliorò immediatamente la sua condizione. Questa esperienza chiave la portò a dedicarsi all’erboristeria.

I suoi studi non sono stati però privi di critiche sia per le sue raccomandazioni di piante per il trattamento di malattie gravi per il cancro, la cui efficacia non è dimostrata, sia per l’inesattezza di alcuni termini tecnici utilizzati.

L’effetto dell’amaro svedese sull’acufene

Sebbene infusi di piante ed erbe aromatiche possano portare un giovamento per alcune malattie, non vi è alcun effetto benefico provato dell’amaro svedese per la cura dell’acufene, né per uso interno, né per uso esterno.

Un goccio di amaro può essere la piacevole conclusione di un pasto speciale e può favorire in alcuni casi la digestione anche se quello svedese è particolarmente amaro. Ben diverso è attribuire a un amaro virtù guaritrici per tutti i mali, acufene compreso. Questa pare essere l’ennesima fake news distribuita ad arte da chi ha interessi commerciali, a un pubblico di persone sofferenti, spesso disperate e per questo più facilmente condizionabili e che rimangono intrappolate nella rete delle false notizie.

Riconoscere una fake news a volte non è facile, specie se è supportata da commenti positivi in suo favore, ma approfondendo la notizia e navigando su siti attendibili si può facilmente risalire alla verità.

Approfondimenti: www.starbene.it

[VIDEO] Acufene e psicofarmaci

L’acufene è spesso associato a stati di ansia e depressione e dunque non è raro che vengano prescritti psicofarmaci, ansiolitici e sedativi. Vediamo la relazione che questi farmaci hanno con l’acufene e con la sua percezione. Ne abbiamo parlato con il dott. Paolo Enrico, neurofarmacologo dell’Università di Sassari.

[VIDEO] Acufene e integratori

Quali sono gli intergratori più frequentemente prescritti a chi soffre di acufene e che effetto hanno? Parliamo di ginko biloba, cannabis terapeutica e altri rimedi naturali. Risponde alle nostre domande il dott. Paolo Enrico, neurofarmacologo dell’Università di Sassari.

[VIDEO] I farmaci per la cura dell’acufene

Esiste una cura farmacologica all’acufene? Che interazioni hanno i farmaci con la percezione dell’acufene? Queste e altre sono le domande che abbiamo posto al dott. Paolo Enrico, neurofarmacologo dell’Università di Sassari che ha scritto diverse pubblicazioni scientifiche in merito. Ascolta cosa ci ha risposto.?

[VIDEO] Osteopatia e chiropratica per la cura dell’acufene

Quando l’acufene ha un’origine somatosensoriale, l’osteopatia e la chiropratica possono essere terapie che portano giovamento fino alla scomparsa del sintomo. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Giovanna Baracca che da 15 anni si occupa di acufene con diverse pubblicazioni scientifiche sull’argomento.