acufene che fare

Le 10 cose da fare non appena compare l’acufene

1. Non aspettare

Non appena vi accorgete che qualcosa non va, quando percepite uno strano ronzio, un fischio nell’orecchio che prima non sentivate il consiglio è quello di consultare immediatamente uno specialista in acufeni. Prima si agisce, prima si ha la possibilità di trovare una terapia adatta ad attenuare o risolvere l’acufene. Non bisogna invece allarmarsi se si avverte un leggero fischio nell’orecchio quando si è in totale silenzio, ad esempio di notte o in ambienti particolarmente silenziosi.

Il 92% di persone giovani e con udito perfetto, se poste in una stanza isolata acusticamente, ha modo di sentire il suono tipico dell’acufene. Ognuno nel silenzio può rilevare l’attività elettrica del cervello. Questo fenomeno è del tutto normale e non deve destare preoccupazione.

2. Non cercare la soluzione su internet

Il primo impulso quando si ha un dolore anomalo, mai sentito prima, è quello di cercare una soluzione su Internet. Se questo è sconsigliato in generale per qualsiasi patologia, lo è ancora di più per l’acufene. In rete si trovano, da un lato, testimonianze disperate sull’incurabilità dell’acufene e dall’altro sedicenti guaritori che propongono rimedi inefficaci o addirittura dannosi dall’olio bio all’amaro svedese.

3. Consultare uno specialista in acufene

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un centro specializzato nella cura dell’acufene. Non ne esistono molti sul territorio nazionale, ma senza dubbio sono le strutture più preparate per poter affrontare con competenza il problema.

La struttura adatta va scelta in base agli anni di esperienza nella cura dell’acufene e al team multidisciplinare che la compone, che deve comprendere medici audiologi, otorinolaringoiatri, audiometristi, audioprotesisti e anche psicoterapeuti. Solo una struttura con esperienza è in grado di trattare con professionalità il paziente, partendo da una visita approfondita che non prevede solo esami di routine, eseguibili in qualsiasi studio otorinolaringoiatrico, ma deve essere completata da indagini specifiche come audiometria tonale ad alta frequenza, acufenometria, timpanometria, studio del riflesso stapediale, otoemissioni acustiche ad alta definizione oltre ad eventuali approfondimenti diagnostici prescritti in fase di visita audiologica.

4. Non spaventarsi

Un fischio all’interno della propria testa, inascoltabile dalle persone che vi circondano è interpretato spesso con un segnale di pericolo, sintomo di malattia grave. È spesso qualcosa di inspiegabile, di poco conosciuto e il paziente affetto da acufene viene assalito da un senso di ansia e grave preoccupazione. È invece importante cercare di non allarmarsi, mantenere uno stato di calma per non aumentare l’ansia che potrebbe ulteriormente accrescere la percezione dell’acufene. Rivolgersi immediatamente a uno specialista può essere utile per comprendere il problema e procedere a una terapia.

5. Cercare la causa

Cercare di ricordarsi i fatti non appena si percepisce un suono diverso dal solito, può essere importante. Ricordarsi cosa è successo il giorno prima, se ci sono stati dei cambiamenti nello stile di vita, nelle abitudini, se è successo un fatto traumatico, sono tasselli importanti per risalire alla causa scatenante dell’acufene. Queste sono informazioni utili da trasferire allo specialista nel corso della prima visita audiologica.

5. Non ricorrere a cure fai da te

Non esistono farmaci per la cura dell’acufene e anche la medicina alternativa e gli integratori non forniscono soluzioni risolutive. È quindi inutile tentare soluzioni farmacologiche, senza prescrizione medica con il rischio di assumere sostanze dannose per il proprio organismo. In caso di presenza di stati si ansia o di depressione associati all’acufene è bene rivolgersi ad uno specialista, psicologo psicoterapeuta.

7. Seguire uno stile di vita sano

Se uno stile di vita sano è in generale consigliato per il benessere psicofisico dell’organismo, lo è maggiormente per chi soffre di acufene. Seguire una dieta sana, ricca di frutta e verdura, ridurre il consumo di sale e mantenere un buono stato di idratazione non farà scomparire l’acufene, ma potrebbe aiutare a tenerlo sotto controllo.

8. Ridurre ansia e stress

Ansia e stress sono spesso associati all’acufene, in un circolo vizioso che porta all’acutizzarsi del sintomo. Cercare di mantenerli sotto controllo anche con tecniche varie di meditazione e rilassamento può giovare alla riduzione della percezione dell’acufene.

9. Non fare esami inutili

Si pensa spesso che l’acufene sia sintomo di una malattia grave, perciò si tende a fare qualsiasi esame alla ricerca della causa. Soltanto uno specialista, con comprovata esperienza nella cura dell’acufene, dopo un’accurata visita consiglia gli esami necessari, evitando di sottoporre il paziente ad esami costosi e magari invasivi.

10. Non pensare che l’acufene sia incurabile

Quando si dice acufene, si dice anche che non esiste una cura. Se è vero che ad oggi non esiste una cura farmacologica per farlo scomparire, esistono efficaci terapie che possono annullare o ridurre considerevolmente la percezione dell’acufene. Innanzitutto va identificata la causa con una visita specialistica a seguito della quale viene prescritta una terapia. La più accredita a livello internazionale è ad oggi la TRT (Tinnitus Retraing Therapy) ovvero un percorso che attraverso l’erogazione di suoni bianchi porta il cervello a riabituarsi all’acufene fino a considerarlo un suono neutro e dunque non degno di attenzione.

La terapia dura alcuni mesi ed è affiancata da un counseling psicologico che aiuta ad affrontare l’acufene. La TRT ha una percentuale di successo nell’80% dei casi, comprovata da studi medico-scientifici a livello internazionale.

2 commenti
  1. Antonio
    Antonio dice:

    Articolo molto rassicurante, grazie per infondere un po di speranza!
    Per una visita, accurata diagnosi ed eventuali trattamenti che tempi occorrono?

  2. Anonimo
    Anonimo dice:

    Sono disperato ma quanto letto è stato un piccolo contributo per cercare di capire le cause.

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