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Le risposte alle domande più comuni sull’acufene

Come si individua la causa dell’acufene?

La causa dell’acufene può essere individuata con una visita approfondita in un centro specializzato con un medico audiologo o otorinolaringoiatra con comprovata esperienza nella cura dell’acufene. Innanzitutto si deve procedere con una anamnesi completa per indagare la storia del paziente. Seguono esami strumentali specifici per verificare la funzionalità dell’orecchio. È importante non attendere troppo tempo dalla comparsa dell’acufene per sottoporsi a una visita specialistica. In questo modo è possibile risalire più facilmente alla causa dell’insorgenza del sintomo.

Che esami devo fare per diagnosticare l’acufene?

Oltre a una visita specialistica con un medico audiologo o otorinolaringoiatra con provata esperienza nella cura dell’acufene, gli esami strumentali necessari per la diagnosi dell’acufene comprendono: l’audiometria tonale fino alle alte frequenze, la timpanometria, l’acufenometria, lo studio del riflesso stapediale, le otoemissioni acustiche ad alta definizione, questionari di valutazione e un’intervista strutturata. Su parere del medico possono essere eventualmente eseguiti anche l’audiometria vocale, i potenziali evocati uditivi (o ABR) e un’indagine per immagini (risonanza magnetica).

>> leggi anche ‘Gli esami per l’acufene: come si svolge una visita completa’

A chi devo rivolgermi per la cura dell’acufene?

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a centri specializzati per la cura dell’acufene, che hanno esperienza provata nel trattamento del sintomo e dispongono di uno staff multidisciplinare e di strumentazione avanzata per un approccio completo. L’acufene è un sintomo complesso di origine multifattoriale e necessita di professionalità che conoscano il caso clinico in profondità e lo sappiano trattare con competenza.

Il ginko biloba è utile nella cura dell’acufene?

Esistono parecchi studi scientifici sul ginko biloba e i suoi effetti, ma nessuno di questi prova la sua efficacia sulla diminuzione della percezione dell’acufene. Bisogna però dire che il ginko biloba ha degli effetti farmacologici anche importanti. È capace di funzionare come antiaggregante piastrinico e quindi ha un effetto farmacologico sulla coagulabilità del sangue e in alcuni casi può avere degli effetti importanti a livello del microcircolo.

>> guarda il video ‘Acufene e integratori’

È vero che l’unica cosa da fare è conviverci?

Se è vero che non esiste una cura farmacologica per l’acufene, è altrettanto vero che esistono tecniche che permettono di incrementare le proprie capacità di adattamento per ricondurre l’acufene a un rumore neutro e dunque trascurabile. Innanzitutto va inquadrato il caso per capire quali sono le conseguenze che l’acufene produce sulle attività quotidiane e quindi si impostano gli aiuti su misura per il caso specifico. Risultano utili protocolli di arricchimento sonoro oltre a metodi per sviluppare un’associazione di quiete e indifferenza, cosicché l’acufene venga ritenuto dal nostro cervello una presenza indifferente.

Cosa sta facendo la ricerca scientifica per l’acufene?

L’origine dell’acufene è multifattoriale per cui la ricerca scientifica spazia su molti aspetti, dalla stimolazione acustica a quella elettrica, dalle terapie manuali, gnatologiche agli approcci psicologici e sulla rimodulazione della dieta. Uno sforzo importante va verso la tipizzazione dell’acufene, cioè dividere i pazienti in gruppi omogenei di acufene per poi offrire la terapia più valida.

Se sposto o ruoto la testa in mio acufene cambia di intensità. Perché?

Nei pazienti affetti da acufene questo è abbastanza frequente. Si parla in genere di acufene di origine somatosensoriale, vale a dire un acufene la cui causa può essere individuata a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Esistono diversi punti nel nostro corpo, nel collo, nel viso, nel sistema sensoriale, dove si può generare l’acufene. Queste vengono chiamate zone trigger ed è importante individuarle per stimolarle ai fini dell’individuazione delle cause e di conseguenza della prescrizione di una corretta terapia. Oltre alle alterazioni dovute al movimento del collo e della testa, il 64% dei pazienti con acufene, lo modula stringendo i denti.

Io sento l’acufene dentro la testa, è normale?

Solo un 20% circa dei pazienti percepisce l’acufene in una zona centrale, mentre la maggioranza lo percepisce bilateralmente e un restante 30% lo percepisce solo in un orecchio. Lo stimolo uditivo, l’acufene, è una risposta a una patologia che a volte non ha alcuna relazione con l’orecchio. La percezione monolaterale, bilaterale, centrale dell’acufene è spesso legata alla sede della patologia dove questo si sviluppa e non ha nulla (o poco) a che fare con il sistema uditivo che è composto più da connessioni che da zone. Indipendentemente da dove viene percepito l’acufene, l’importante è che la terapia, nel caso specifico della terapia del suono, venga fatta sempre bilateralmente.

Gli psicofarmaci aiutano nella cura dell’acufene?

L’acufene è capace di indurre forti dosi di stress. E oggi sappiamo che lo stress, l’ansia e la depressione sono spesso fenomeni correlati all’acufene. Quindi in persone che soffrono di questi disturbi l’utilizzo di farmaci specifici come i sedativo-ipnotici e gli antidepressivi, dietro prescrizione medica, può essere un grande aiuto. Va chiarito però che né i farmaci sedativo-ipnotici, né i farmaci antidepressivi sono capaci di cancellare l’acufene. Possono però essere molto utili perché sono in grado di dare al paziente che soffre di acufene la capacità di affrontare meglio il problema in affiancamento a terapie quali ad esempio la TRT.

>> guarda il video ‘Acufene e psicofarmaci’

Lo stress può aumentare l’acufene?

Acufene e stress sono spesso associati in un circolo vizioso da cui pare non esserci via d’uscita. L’acufene provoca stress, lo stress aumenta la percezione dell’acufene, in un loop che troppo spesso sembra non avere fine per i soggetti affetti dal fischio incessante. Un supporto psicologico può essere un valido aiuto per tenere sotto controllo l’acufene e per imparare le tecniche di rilassamento che permettono di associare l’acufene, non a un segnale di allarme, ma a un suono neutro.

>> leggi l’articolo ‘Acufene e stress, cattivi compagni’

L’alimentazione influisce sulla percezione dell’acufene?

Uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata sono pratiche sempre valide e comunemente consigliate per un benessere psicofisico generale. In particolare quando si ha a che fare con disturbi legati all’orecchio, bisogna considerare che questo è un organo complesso e al suo interno esistono delicati equilibri a livello elettrolitico, vale a dire che i suoi liquidi devono mantenere una pressione costante per permetterne la corretta funzionalità. È dunque in generale consigliato tenere sotto controllo il consumo di sale, che ha una nota influenza sui liquidi del corpo, e preferire una dieta iposodica per evitare l’aumento della pressione dei liquidi labirintici che possono creare degli scompensi. È evidente che questo rappresenta solo un consiglio alimentare e che da solo non può far scomparire l’acufene, ma alcuni soggetti possono trarne qualche beneficio.

>> leggi l’articolo ‘Acufene e alimentazione: quali cibi evitare’

Ascoltare suoni della natura fa bene all’acufene?

L’arricchimento sonoro, cioè la pratica di ascoltare suoni, rumori, musica a volume medio basso è una buona abitudine per distrarsi dall’acufene. È noto che nel silenzio il fischio si amplifica ed è quindi bene sempre cercare di allontanarsi da situazioni di silenzio totale. Questa pratica non è però curativa, vale a dire che non fa sparire il sintomo, perché una volta terminata l’erogazione del suono l’acufene ritorna a essere percepito. Per ottenere buoni risultati è invece necessario seguire protocolli terapeutici sperimentati in cui viene erogato un rumore bianco personalizzato tarato sul proprio acufene, tramite generatori indossabili in affiancamento a un supporto psicologico per imparare la gestione dell’acufene. Nei casi in cui l’acufene peggiora con l’esposizione a rumore anche non forte i pazienti preferiscono gli ambienti silenziosi.

Il caldo, il freddo possono far aumentare l’acufene?

Non ci sono evidenze cliniche in merito, sicuramente attività sportive molto intense o condizioni ambientali estreme possono accentuare la percezione dell’acufene.

Se ho l’acufene posso prendere l’aereo?

In generale il viaggio in aereo non causa complicanze sull’acufene, ma sarebbe opportuno sottoporre il singolo caso al medico specialista nel trattamento di acufene. Come consiglio generale in alcuni casi può essere utile uno spray nasale decongestionante prima del decollo e dell’atterraggio.

Gli apparecchi acustici servono per la cura dell’acufene?

Nel caso in cui all’acufene sia associata anche una ipoacusia, cioè una perdita uditiva, possono essere utili degli apparecchi acustici denominati ‘combi’ per il trattamento combinato di acufene e ipoacusia. Da una parte agiscono come veri e propri apparecchi acustici, favorendo la comprensione di tutti i suoni e dall’altro erogano una piccola dose di rumore bianco personalizzato e modulato sul proprio acufene, utile alla terapia dell’acufene. Anche nel caso in cui sia presente il solo acufene, senza perdita uditiva possono essere utilizzati generatori, simili agli apparecchi acustici, che tramite l’erogazione di piccole dosi di rumore aiutano il cervello a riabituarsi all’acufene fino a considerarlo un rumore non degno di importanza e dunque ignorarlo. In entrambi i casi si parla di TRT (Tinnitus Retraining Therapy) a cui viene affiancato anche un percorso psicologico per la gestione dell’acufene.

>> scopri di più sulla TRT

Se l’acufene è associato a ipoacusia cosa devo fare?

Nel caso in cui oltre all’acufene sia presente anche una perdita uditiva e nel caso in cui si sia scelto di ricorrere ad apparecchi acustici per colmare la perdita uditiva può essere utile adottare degli apparecchi denominati ‘combi’ che da un lato agiscono come veri e propri apparecchi acustici, favorendo la comprensione di tutti i suoni e dall’altro erogano una piccola dose di rumore bianco personalizzato e modulato sul proprio acufene, utile alla terapia dell’acufene.

Problemi o impianti ai denti possono causare l’acufene?

Sì, non è raro riscontrare l’origine dell’acufene in problemi odontoiatrici o gnatologici. In questo caso dopo una visita specialistica per acufene con un medico audiologo o otorinolaringoiatra e l’esecuzione di esami strumentali per individuare o escludere altre concause è consigliabile una visita gnatologica.