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La TRT (Tinnitus Retraining Terapy) per la cura dell’acufene

Come funziona

Per l’acufene non esiste la cura miracolosa capace di annullare subito e senza fatica il disturbo, ma la TRT, (Tinnitus Retraining Therapy) porta un aiuto reale ed efficace a chi soffre di acufene con la riduzione della percezione del disturbo.

Questa terapia si fonda sul modello neurofisiologico ideato e messo a punto dal neurofisiologo Pawel J. Jastreboff secondo il quale tutti i segnali presenti nelle vie uditive sono sottoposti a un filtro prima di arrivare allo stato di coscienza. Le reti di neuroni responsabili del filtro sono situate a livello dei centri nervosi del sistema limbico e si comportano come veri e propri filtri dei suoni che siano esterni o generati internamente.

Il concetto di filtro attivo prevede che ciascun segnale venga sottoposto a un’amplificazione o a un’attenuazione prima di essere inviato al cervello e quindi percepito come sensazione cosciente. Se uno di questi segnali, l’acufene appunto, viene considerato come importante e pericoloso si attiva un meccanismo di allarme nel sistema limbico che porta ad amplificare al massimo la sensazione dell’acufene per consentire al sistema nervoso autonomo di porre in atto tutte le contromisure per lottare o fuggire, come l’aumento della pressione vascolare, il rilascio adrenalina, ecc. Ma questa reazione è inutile, perché l’acufene non è in sé pericoloso per la salute dalla persona.

La TRT è finalizzata alla riprogrammazione dei filtri cerebrali, con lo scopo di attenuare o eliminare la percezione dell’acufene. Uno degli elementi fondamentali della TRT è costituito dall’arricchimento sonoro a cui il paziente deve essere sottoposto per la maggior parte della giornata e durante la notte.

Ma la TRT non è solo stimolazione sonora. Una parte importante del successo è legata al supporto psicoterapeutico che aiuta la persona al controllo dell’acufene e ad affrontare ansia e depressione spesso legati all’acufene. Il processo di adattamento richiede dai tre ai nove mesi, duranti i quali l’acufene diventa progressivamente meno fastidioso fino a divenire un elemento del sottofondo sonoro quotidiano trascurabile. Se questo non avviene e l’acufene rimane classificato come altamente fastidioso, è necessario un ulteriore approfondimento diagnostico e una modifica della terapia.

La TRT in pratica

La TRT consiste nella stimolazione sonora tramite i generatori indossabili oppure gli apparecchi acustici combi. Gli apparecchi sono di dimensioni molto ridotte e discreti, tanto che spesso ci si dimentica di indossarli. Anche chi vi sta vicino raramente si accorge che portate apparecchi acustici.

I generatori personali o gli apparecchi acustici vanno utilizzati per tutto il giorno e durante il sonno. In sede di adattamento iniziale e di verifica periodica, i generatori personali e gli apparecchi acustici devono essere adattate alle esigenze del paziente e calibrate in funzione dell’intensità̀ dell’acufene anche tramite il rilievo delle REM (Real Ear Measuraments), resa acustica a livello del timpano.

Una volta indossati, gli apparecchi vanno dimenticati e, anche se il paziente non percepisce coscientemente il suono, la terapia svolge la sua funzione. Nel corso della applicazione vengono date al paziente tutte le indicazioni per il migliore utilizzo dei dispositivi e, periodicamente, sono molto importanti le visite di verifica e di adattamento.

I generatori di suono per la TRT

I generatori di suono sono apparecchi che generano suoni della natura neutri e continui, cioè assolutamente indifferenti per l’ascoltatore.

I generatori indossabili sono minuscoli apparecchi da indossare dietro l’orecchio che trasmettono il suono al timpano tramite un piccolo ricevitore inserito nel canale auricolare. I generatori di suono, erogano una minima quantità di suono, con intensità simile a quella dell’acufene e vengono regolati dal paziente stesso. Il suono stimola delicatamente le cellule nervose uditive permettendone la riprogrammazione grazie alla plasticità cerebrale. Inoltre il suono facilita l’abitudine all’acufene, al punto da ignorarlo.

Quando l’acufene si accompagna a una perdita di udito anche molto lieve oppure monolaterale o bilaterale, è opportuno applicare, invece dei generatori di suono, una versione particolare di apparecchio acustico detto combi. In questo modo si ottiene un duplice risultato: il recupero della funzionalità uditiva, la stimolazione della plasticità nervosa delle vie acustiche e quindi la riprogrammazione e l’abitudine all’acufene.